sgt-pepper.jpgOggi Sgt. Pepper compie 40 anni.

Quaranta anni fa i Beatles facevano uscire il loro ottavo album, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, e il mondo della musica popolare cambiò per sempre. Ne leggerete o sentirete i motivi dappertutto, perché ogni radio, giornale, rivista, blog, TV celebrerà l’evento.

I motivi per cui il disco fu così innovativo sono tanti… un mucchio di magnifiche canzoni, essendo i Beatles all’apice delle loro capacità artistiche e saldamente a cavallo dell’onda montante dell’era psichedelica; le ultra-moderne tecniche di registrazione — un album stereo! la fantasmagorica copertina; il concetto unificante che corre lungo tutto l’album; l’assenza di spazio tra le tracce; l’incomprensibile traccia fantasma alla fine dopo un lungo silenzio; l’ultimo solco che chiude su se stesso con un crack infinito; il cartone con le figurine da ritagliare (fra cui i baffi del Sgt. Pepper!)…
Una delizia, davvero.

Posseggo il vinile originale, peccato che mio fratello ed io tagliammo davvero le figurine che poi andarono ovviamente perse…
Mi ricordo che andavo praticamente tutti i giorni al mio negozio preferito per vedere se il nuovo disco dei Beatles era finalmente uscito — Revolver, l’album dei Beatles dell’anno prima fu il primo disco mai comprato in vita mia!

E poi corsi a casa per suonarlo sul giradischi, rudimentale e mono…

Mi aprì nuovi orizzonti, mi fece sognare, mi cambiò la vita. Anche a me.

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The Chieftains

maggio 15, 2007

Amo la musica irlandese. È un amore arrivato un po’ tardi nella mia vita, ma è comunque un amore forte.

Ecco un video dei Chieftains, dove raccontano delle loro celebri collaborazioni con le più svariate rockstars, ma all’inizio c’è un’incredibile session nel pub di Matt Molloy’s (Mr Molloy è stato il flautista dei Chieftains’ a partire dal loro ottavo disco).
Quattro violini, due flauti, cornamuse irlandesi, arpe, bodhrans e pinte e pinte di Guinness…

Buon divertimento!

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Dopo il mio ultimo post – purtroppo, di un po’ di tempo fa… – vorrei offrirvi un altro podcast di lettura di poesia.

Vorrei riuscire a dare a questi podcasts un cadenza periodica su RadioRockTO, la vostra PodRadio di fiducia (dove TO sta per “The Original”), in una rubrica chiamata”La Parola e il Suono”: ho per ora presentato, a intervalli parecchio irregolari, tre letture (“Urlo” di Allen Ginsberg, “Bomba” di Gregory Corso e l’ultimo, “Il Viaggio e il Ritorno” di Dino Campana). Mi piacerebbe riuscire a fare uscire questi podcasts con un ritmo regolare, magari ogni tre settimane…

Come dicevo, la terza puntata de “La Parola e il Suono” è dedicata a “Il viaggio e il ritorno”, dai “Canti Orfici” di Dino Campana

Campana è uno dei più importanti poeti italiani dell’inizio del XX secolo. Perseguitato da attacchi di instabilità mentale che la società e la medicina del tempo trattavano unicamente con l’internamento in manicomio, usava spesso il viaggio per venire a patti con i propri incubi.

La poesia di Campana può essere vagamente etichettata come simbolista: i Canti Orfici sono un viaggio onirico e reale tra sogno e veglia, dalla parola forte e dalla struttura che Pasolini paragonò al contemporaneo cubismo.

Cliccate sull’aggeggio qui sotto per ascoltare la mia lettura…

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La Poesia è parola e suono, e forza.
Può aprire coscienze, cambiare il mondo, cambiare noi stessi. La Poesia è emozione allo stato puro.

Su RadioRockTo, la vostra PodRadio di fiducia, ho iniziato una nuova rubrica, “La Parola e il Suono”, dove molto sfacciatamente il vostro beniamino e cioé il sottoscritto legge poesie: la prima puntata era dedicata a “Urlo” di Allen Ginsberg; la seconda, in onda per il download da domani, è invece dedicata a Gregory Corso e alla sua celeberrima “Bomba”.

“Bomba” è una magnifica invocazione scritta nel pieno della Guerra Fredda (fu pubblicata nel 1960), piena di una visionarietà dolcemente e ironicamente apocalittica, un’esplosione di immagini onomatopeiche che proclama l’empatico e sterminato amore per un genere umano così irremediabilmente e stupidamente autolesionista.

Adesso voglio sperimentare con le possibilità audio di WordPress e provo ad inserire qui sotto il podcast contenente la lettura di Bomba. Il podcast dura circa 15 minuti.

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Sono sempre qui…

febbraio 15, 2007

No, non sono scomparso, è solo che ho un sacco da fare con il lavoro (qualche viaggio incluso) e con il podcasting, che mi prende parecchio tempo…

Ma presto assai posterò un pezzo di uno dei miei podcasts, grazie alle nuove possibilità audio offerteci dai ragazzi di WordPress!

A presto!

Continua a pieno ritmo l’attività di RadioRockTo, la vostra Pod Radio di fiducia. Tutti i giorni un nuovo podcast di un’ora circa proposto a turno dai 12 DJ podcasters “ufficiali”, che sono, in rigoroso ordine alfabetico: Franz Andreani, Marco Artico, Flavia Cardinali, Gianpaolo Castaldo, Gianni Ciaccio Giampiero Crisanti, Massimo Di Roma, Michele Luches, Stefania Modugno, Stefano Santoni, Fulvio Savagnone (aka Avatar DJ Flux), Aldo Semunuk).

Il nostro amico Francesco Cauli, che dio lo benedica, ospita sul suo server uno streaming dei nostri podcasts, così potete anche ascoltarci a questo URL: http://62.110.175.189:9100/listen.pls

Oltre al podcast quotidiano, potete anche scaricare alcune rubriche regolari di tipo più tematico, strutturate come podcast più brevi.
Al momento le rubriche proposte sono le seguenti, sempre in ordine alfabetico:
Buongiorno Rock Compact 2007, curata da Aldo Semenuk, che commenta con ritmo pressoché quotidiano i fatti del giorno o semplicemente i pensieri venuti in mente al buon Aldo quando si è alzato quella mattina.
Il Korriere Kosmico, curato dal sottoscritto, che dà conto e notizia di fatti, concerti, tour, pubblicazioni ed tutto il resto nel mondo della musica e delle arti audiovisive in generale, il tutto scelto a insindacabile giudizio del sottoscritto.
LivePod, curata da Perez, che presenta i gruppi emergenti della scena musicale romana e italiana in generale, con interviste, brani sia registrati sia suonati dal vivo nel corso dell’intervista.
La mente che cancella, curata da Sergio De Vito (ex Epsilon Indi), uno straordinario mix di voci, suoni, rumori e musica che vanno a costruire ogni volta una nuovo organismo sonoro.
Piccola radio dell’aria, curata da Gianni Ciaccio, che commenta gli avvenimenti politici, con particolare riguardo agli eventi del terzo mondo, alla globalizzazione, all’ecologia.
Prova d’orchestra, curata da Franz Andreani, che presenta un brano di musica classica con un approfondito commento.

Infine, nella speranza di farvi venire l’appetito, vi riporto la scaletta del mio podcast, che sarà disponibile per il download domani 13 gennaio e dopodomani:

The Gladiators, Bellyfull, dall’album Trenchtown Mix (1974, Virgin)
Sínead O’Connor, War, dall’album Throw Down Your Arms (2005, Rocket Science)
Ben Harper, Diamonds on Your Side, dall’album Diamonds on Your Side (2003, Virgin)
The Band, I Shall Be Released, dall’album Music from Big Pink (1968, Capitol)
Cressida, Cressida, dall’album (ehm…) Cressida (1970, Vertigo Records)
Robert Wyatt & Friends, Sea Song, dall’album In Concert at the Theatre Royal Drury Lane 8 September 1974 (2005, Hannibal)
Rachid Taha, Barra Barra, dall’album Made in Medina (2000, Ark21)
Vari Musicisti, Kaninba, dall’album Mandekalou 2 (2006, Syllart)
Oumou Sangaré, Saa Magni, dall’album Oumou (2003, World Circuit)
Devendra Banhart, Ay Mama, dall’album Niño Rojo (2004, Young God)
Joanna Newsom, The Book of Right-On, dall’album The Milk-Eyed Mender (2005, Drag City)
Midaircondo, Could You Please Stop, dall’album Shopping for Images (2005, Type Records)
Andriy Kyrychenko, The Scope of My Perception, dall’album True Delusions (2005, NexSounds)

Vi aspetto tutti su www.radiorock.to!

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Go e sci a Pragelato 2

gennaio 6, 2007

pragelato1.jpgAnche quest’anno lo stage di go di Pragelato è stato un successo per l’AGI, che lo organizza ormai da parecchi anni.

Quest’anno c’erano 15 giocatori da Milano, Roma, Torino, Treviso, Varese, Venezia, Edinburgh, Valence, più 10 ospiti non giocatori. Un bel po’ di gente per lo stage più affollato degli ultimi tre anni. Peccato la poca neve… (ultima nevicata: 8 dicembre).

pragelato2.jpgLa didattica è stata assicurata dal cinese Li Jingrui 6 Dan (grado EGF nominale, visto che ha giocato solo tre tornei in Europa, ma il suo livello di gioco è praticamente professionale: tra l’altro ha giocato a due pietre con Fujisawa Shuko…). Li Jingrui vive a Munich e studia chimica.

Il livello dell’insegnamento è stato quindi molto elevato: si è parlato di fuseki, di joseki di moda recentemente, di valutazione della posizione e dell’influenza per decidere una strategia; ci sono state partite commentate: partite di Li stesso, di professionisti e nostre: Li ha fatto giocare me ed Emiliano di fronte a tutti commentando in diretta per gli spettatori.
Sarà stato l’imbarazzo, ma siamo riusciti a fare un fuseki decente, tanto da meritare le lodi di Li. Peccato che ho dovuto abbandonare piuttosto presto, visto che Emiliano mi ha catturato un gruppo che avevo trascurato per prendere un sacco di profitto altrove… Ah, l’ingordigia delle feste!

Le giornate erano ben strutturate: gli sciatori veri si svegliavano all’alba (nonostante l’essere andati a letto tardi…) per andare sulle piste di Sestriere, dove sfruttavano la neve artificiale sparata a cannonate…

pragelato8.jpgNoi incapaci ci alzavamo invece moooolto tardi, per poi andare a fare un po’ di sci di fondo sulle piste di Pragelato, quelle stesse delle passate Olimpiadi Invernali; o anche passeggiate, o un tuffo nella piscina a nostra disposizione nella struttura che ci ospitava, la Casa Alpina Don Barra. Oppure un po’ di go, tanto per non essere proprio fissati… 🙂

Alle 17:00 iniziava la lezione di Li, fino alla cena delle 19:30. Dopo cena go in libertà fino a quando ci aggradava, visto che avevamo una sala a nostra completa disposizione, fornita persino di impianto stereo per la musica…

pragelato7.jpg

Insomma, una bellissima occasione per respirare aria pura in mezzo a montagne e panorami imponenti e ricchi di storia (la Val Troncea, la valle stretta stretta dove penetra la pista del fondo, è stata teatro di importanti episodi della Resistenza), per fare esercizio fisico e poi mentale con il go, e per celebrare giustamente con adeguate libagioni serali…

Chi non c’era ora sa cosa si è perso!
Ci vediamo l’anno prossimo.

P.S.
Se cliccate sul FilmLoop qui sotto potrete vedere una selezione delle foto scattate. Invece Marchetto ha messo a disposizione il filmato di due (per ora) lezioni: li trovate ai seguenti indirizzi:

Lezione del 27-12-2006
Lezione del 28-12-2006

Le lezioni sono in inglese; il file pesa circa 290MB e rimarrà disponibile per il download per una dozzina di gorni.

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